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mercoledì 3 ottobre 2012

8 modi per sconfiggere i pensieri ripetitivi-indesiderati.

pensieri indesiderati
La ricerca dimostra che la soppressione del pensiero non funziona; ed allora come si può scacciare questi fastidiosi pensieri ripetitivi?

Avere la mente affollata da pensieri indesiderati-ripetitivi può generare veri e propri blocchi mentali e procurare forte stress.
Potrebbe essere un errore sul lavoro, preoccupazioni finanziarie o forse una paura senza nome. Qualunque sia la paura ansia o preoccupazione, può risultare molto difficile da controllare.
Il metodo più intuitivo per affrontare questi momenti è l'eliminazione dello specifico pensiero: si cerca di spingerlo fuori della nostra mente.

Purtroppo, come molti studi hanno dimostrato,  la soppressione pensiero non funziona. Ironia della sorte, cercando di spingere i pensieri fuori dalla mente si ottiene solo un loro ritorno amplificato. Si tratta di una scoperta molto frustrante.

Quindi, quali alternative esistono per sbarazzarsi di questi pensieri che preferiremmo non girassero nella nostra testa?

venerdì 2 dicembre 2011

Felicità è donare


Quante volte avete provato una sensazione appagante dopo aver fatto shopping?

La ricerca suggerisce che le persone pensino che spendere denaro per se stessi li renderà più felici che spenderlo per gli altri (Dunn et altri, 2008), ma diversi studi differenti indicano che, in media, questo non è vero:
  • i partecipanti ad una ricerca che avevano ricevuto 5 o 20 dollari da spendere per un'altra persona risultavano più felici di quelli che li avevano spesi per se stessi (Dunn et altri, 2008);
  • chi spende una maggiore percentuale del proprio guadagno per altri o in beneficenza è più felice di chi li spende solamente per se (Dunn et altri, 2008);
  • studenti canadesi e ugandesi, quando venivano invitati a ricordare momenti in cui erano stati generosi con altri, erano più felici di quelli che ripensavano al denaro speso solo per se stessi (Aknin et altri, 2010).

giovedì 14 luglio 2011

Gelosia

Dove nasce la gelosia?

Potrebbe essere plausibile che all'origine della gelosia ci sia un “fatto” di sopravvivenza e continuità. Il maschio considerando il corpo della femmina come di sua proprietà si assicurava di allevare solo figli suoi, e quindi una discendenza. La femmina, grazie alla gelosia maschile, garantiva a se stessa ed ai propri figli cibo, sicurezza e protezione.

venerdì 15 aprile 2011

Sei stranezze sulla proprietà: come il possedere un bene cambi la nostra percezione.

Stranezze psicologiche sul “possesso”.
Anche tu, sicuramente, avrai cercato di vendere qualcosa nel corso della tua vita, e ti sarai presto accorto che venditore ed acquirente spesso non sono d'accordo sul prezzo.
O ti sarà capitato di leggere degli annunci economici e notare che molte volte i beni sono sovrastimati.
È evidente che nei panni del venditore avrai cercato di ottenere il prezzo più alto possibile, magari tenendo conto che ci saranno dei margini di trattativa. Ma questo basta a spiegare perché a volte le persone chiedono un prezzo irrealistico, …..o c'è qualcos'altro?
Allo stesso modo, ti sarà sicuramente capitato di cedere alle sirene di un offerta speciale, come il soddisfatti o rimborsati. Sei tranquillo, acquistando quel prodotto, nel caso che non sarà corrispondente alle aspettative, potrai restituirlo; cosa che generalmente non accade!!!!
Infine avrai partecipato ad un'asta (magari on-line) per un oggetto, fissandoti il massimo rialzo che sei disposto a fare, per poi, dopo poco tempo, superare questo limite per rientrare in gioco.

Gli economisti comportamentali sostengono che la proprietà (il possesso) - sia esso vera, parziale o virtuale - ha uno strano effetto sul di noi.
Prima di elencare le sei “stranezze della proprietà”, vediamo quanto incidono, in condizioni sperimentali, queste “stranezze”.


L'abisso tra acquirenti e venditori
Alla Duke University, come in molte altre università, i biglietti per le partite di basket più importanti del campionato sono merce introvabile. Sono così tante le richieste che per l'assegnazione si ricorre al meccanismo della lotteria. Di conseguenza, una volta assegnato, ci sono studenti che improvvisamente si trovano in possesso di un bene che molti altri bramano. Questa assegnazione aleatoria, è un perfetto laboratorio per una ricerca psicologica su vendita-acquisto.

In questo “mercato” già confezionato, i ricercatori Ziv Carmon e Dan Ariely si presentarono come bagarini. (Carmon & Ariely, 2000). Si procurarono la lista degli studenti che avevano partecipato alla lotteria, vincenti e perdenti, questi ultimi ancora vogliosi di partecipare all'esclusivo evento. Poi andarono a trovarli uno per uno, vincenti e perdenti, per cercare di trovare un terreno comune sul prezzo.
La differenza tra prezzo richiesto dai venditori e quello proposto dagli acquirenti fu incredibilmente alta. Il prezzo medio offerto dai compratori per un biglietto era di $ 166. Una buona offerta per uno studente e per il divertimento di un paio d'ore!!!
Purtroppo, nonostante questa considerazione, questi ragazzi non ebbero alcuna possibilità di venire in possesso di un biglietto. I venditori, infatti, avevano aspettative ben diverse! Questi erano disposti a vendere ad un prezzo medio di 2,411 $!!!!
Inutile aggiungere che nessuno tra gli acquirenti fu disposto a sborsare una simile cifra, nonostante volessero disperatamente entrare in possesso di un biglietto.

mercoledì 6 aprile 2011

Quando acquisti occhio alla "trappola della relatività"!!!

La ricerca dimostra che quando dobbiamo decidere una spesa, cerchiamo di evitare confronti difficili – ed è il confronto facile che può metterci nei guai.

Razionalmente tutti sappiamo che, grosso modo, il denaro ha un valore assoluto. 10 € sono € 10. Sappiamo anche che, in generale i prezzi variano, e che con 10 € possiamo comprare un libro così come un CD

Questo può essere un ovvio ragionamento economico, ma è in realtà una base debole per capire come possiamo prendere decisioni sul denaro. In realtà, spesso non vediamo 10 € spesi per un libro nello stesso modo dei 10 € spesi per un CD, perché confrontare un libro con un CD non è facile.

lunedì 28 marzo 2011

Mente e fisiologia sono collegati? Possono i movimenti influenzare la mente?

La ricerca psicologica suggerisce semplici azioni in grado di creare potenza, convincere gli altri, aumentare l'empatia, migliorare le prestazioni cognitive ed altro...

Sappiamo che la comunicazione-non-verbale (volgarmente linguaggio-del-corpo :-) ) è qualcosa che esprime i nostri stati-interni nel mondo-esterno. Funziona anche il contrario: la posizione del nostro corpo può, e lo fa, influenzare la nostra mente.

Nella sintesi delle seguenti ricerche psicologiche viene illustrato come il modo di muoverci, assumere determinate posture, può guidare sia i pensieri che i sentimenti e che questo può aumentare le nostre prestazioni.
Ti leggo nel pensiero e so che stai pensato in modo malizioso :-)
Avviso per la lettura: come anticipato quello che leggerete sono delle sintesi. Volendo approfondire potete cliccare sui link che rimandano alle riviste o ai siti dove sono pubblicate. Preciso che sono in lingua inglese e spesso a pagamento.