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lunedì 12 ottobre 2015

Basta scuse


venerdì 2 dicembre 2011

Felicità è donare


Quante volte avete provato una sensazione appagante dopo aver fatto shopping?

La ricerca suggerisce che le persone pensino che spendere denaro per se stessi li renderà più felici che spenderlo per gli altri (Dunn et altri, 2008), ma diversi studi differenti indicano che, in media, questo non è vero:
  • i partecipanti ad una ricerca che avevano ricevuto 5 o 20 dollari da spendere per un'altra persona risultavano più felici di quelli che li avevano spesi per se stessi (Dunn et altri, 2008);
  • chi spende una maggiore percentuale del proprio guadagno per altri o in beneficenza è più felice di chi li spende solamente per se (Dunn et altri, 2008);
  • studenti canadesi e ugandesi, quando venivano invitati a ricordare momenti in cui erano stati generosi con altri, erano più felici di quelli che ripensavano al denaro speso solo per se stessi (Aknin et altri, 2010).

mercoledì 16 novembre 2011

La ricerca della felicità

La Ricerca della Felicità
Non so se, nel corso delle vostre passeggiate, avete notato uno stagno lungo e stretto accanto al fiume. Deve essere stato scavato dai pescatori e non è collegato al fiume. Mentre quest'ultimo scorre incessantemente, largo e profondo, lo stagno è torbido, perché non è collegato alla vita del fiume e non contiene pesci. Le sue acque sono ferme, mentre il fiume, che scorre rapido, lì accanto, è pieno di vita e di movimento.

Non pensate che gli esseri umani siano anch'essi così? Si scavano una piccola pozza separata dalla corrente rapida della vita e in quella piccola pozza ristagnano e muoiono; ma, è proprio quella stagnazione, quel declino, che chiamiamo esistenza. In altri termini, noi tutti desideriamo uno stato di permanenza; vogliamo che certi desideri durino per sempre, vogliamo che i piaceri non abbiano mai fine. Scaviamo una piccola tana e ci barrichiamo dentro con le nostre famiglie, ambizioni, culture, paure, divinità, forme di culto, e lì moriamo, lasciando che la vita ci scorra accanto - quella vita che è impermanente, in perenne mutamento, che è così rapida, ha insondabili profondità, un'eccezionale vitalità e bellezza.

venerdì 15 aprile 2011

Sei stranezze sulla proprietà: come il possedere un bene cambi la nostra percezione.

Stranezze psicologiche sul “possesso”.
Anche tu, sicuramente, avrai cercato di vendere qualcosa nel corso della tua vita, e ti sarai presto accorto che venditore ed acquirente spesso non sono d'accordo sul prezzo.
O ti sarà capitato di leggere degli annunci economici e notare che molte volte i beni sono sovrastimati.
È evidente che nei panni del venditore avrai cercato di ottenere il prezzo più alto possibile, magari tenendo conto che ci saranno dei margini di trattativa. Ma questo basta a spiegare perché a volte le persone chiedono un prezzo irrealistico, …..o c'è qualcos'altro?
Allo stesso modo, ti sarà sicuramente capitato di cedere alle sirene di un offerta speciale, come il soddisfatti o rimborsati. Sei tranquillo, acquistando quel prodotto, nel caso che non sarà corrispondente alle aspettative, potrai restituirlo; cosa che generalmente non accade!!!!
Infine avrai partecipato ad un'asta (magari on-line) per un oggetto, fissandoti il massimo rialzo che sei disposto a fare, per poi, dopo poco tempo, superare questo limite per rientrare in gioco.

Gli economisti comportamentali sostengono che la proprietà (il possesso) - sia esso vera, parziale o virtuale - ha uno strano effetto sul di noi.
Prima di elencare le sei “stranezze della proprietà”, vediamo quanto incidono, in condizioni sperimentali, queste “stranezze”.


L'abisso tra acquirenti e venditori
Alla Duke University, come in molte altre università, i biglietti per le partite di basket più importanti del campionato sono merce introvabile. Sono così tante le richieste che per l'assegnazione si ricorre al meccanismo della lotteria. Di conseguenza, una volta assegnato, ci sono studenti che improvvisamente si trovano in possesso di un bene che molti altri bramano. Questa assegnazione aleatoria, è un perfetto laboratorio per una ricerca psicologica su vendita-acquisto.

In questo “mercato” già confezionato, i ricercatori Ziv Carmon e Dan Ariely si presentarono come bagarini. (Carmon & Ariely, 2000). Si procurarono la lista degli studenti che avevano partecipato alla lotteria, vincenti e perdenti, questi ultimi ancora vogliosi di partecipare all'esclusivo evento. Poi andarono a trovarli uno per uno, vincenti e perdenti, per cercare di trovare un terreno comune sul prezzo.
La differenza tra prezzo richiesto dai venditori e quello proposto dagli acquirenti fu incredibilmente alta. Il prezzo medio offerto dai compratori per un biglietto era di $ 166. Una buona offerta per uno studente e per il divertimento di un paio d'ore!!!
Purtroppo, nonostante questa considerazione, questi ragazzi non ebbero alcuna possibilità di venire in possesso di un biglietto. I venditori, infatti, avevano aspettative ben diverse! Questi erano disposti a vendere ad un prezzo medio di 2,411 $!!!!
Inutile aggiungere che nessuno tra gli acquirenti fu disposto a sborsare una simile cifra, nonostante volessero disperatamente entrare in possesso di un biglietto.

mercoledì 6 aprile 2011

Quando acquisti occhio alla "trappola della relatività"!!!

La ricerca dimostra che quando dobbiamo decidere una spesa, cerchiamo di evitare confronti difficili – ed è il confronto facile che può metterci nei guai.

Razionalmente tutti sappiamo che, grosso modo, il denaro ha un valore assoluto. 10 € sono € 10. Sappiamo anche che, in generale i prezzi variano, e che con 10 € possiamo comprare un libro così come un CD

Questo può essere un ovvio ragionamento economico, ma è in realtà una base debole per capire come possiamo prendere decisioni sul denaro. In realtà, spesso non vediamo 10 € spesi per un libro nello stesso modo dei 10 € spesi per un CD, perché confrontare un libro con un CD non è facile.