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lunedì 29 luglio 2013

#Saggezza #Buddhista

Il burro ed i sassi.

Un giorno un giovane si recò dal Buddha piangente e gemente. Il Buddha gli chiese: «Che cosa c'è che non va, giovane?».
«Signore, il mio vecchio padre è morto».
«Che possiamo farci? Se è morto, piangere non lo riporterà indietro».
«Sì, capisco; piangere non riporterà indietro mio padre. Ma sono venuto da voi con una richiesta speciale: per favore, fate qualcosa per mio padre morto!».
«Ma che cosa posso fare per il tuo povero padre morto?».
«Signore, vi prego, fate qualcosa. Siete una persona tanto potente, certamente saprete che cosa fare. Guardate questi preti, venditori di indulgenze e raccoglitori di elemosine che celebrano ogni sorta di funzioni e di rituali per aiutare i morti. Appena il rituale viene celebrato quaggiù, il cancello del regno dei cieli si apre e il morto può entrarvi, ottiene il visto d'ingresso. Voi, signore, che siete così potente, se celebrate un rito per mio padre morto, non solo lui otterrà il permesso di entrarvi, ma avrà la garanzia di potervi soggiornare a vita! Per favore, fate qualcosa per lui!».

martedì 20 novembre 2012

Io Voglio la Felicità


Un uomo disse al Buddha “Io voglio la felicità”. Il Buddha rispose “Rimuovi IO, questo è egoismo... rimuovi VOGLIO, questo è desiderio... e quello che ti rimarrà sarà solo la felicità”

lunedì 12 novembre 2012

La pratica della felicità'


Per me essere felici significa soffrire di meno. La felicità sarebbe impossibile se non fossimo capaci di trasformare il dolore dentro di noi.

Molti cercano la felicità al di fuori di sé, ma la vera felicità deve venire da dentro.

La nostra cultura afferma che si è felici se si hanno soldi, potere e una buona posizione sociale. Se osservate con cura, però notate che molte persone ricche e famose non sono felici. Anzi molte di loro si suicidano.

Il Buddha e i monaci e le monache del suo tempo non possedevano nulla al di fuori di tre abiti e una ciotola, eppure erano molto felici, perché possedevano qualcosa di estremamente prezioso: la libertà.

Secondo gli insegnamenti del Buddha, la condizione essenziale per la felicità è la libertà; non tanto la libertà politica, quanto piuttosto la libertà dalle formazioni mentali della rabbia, della disperazione, della gelosia e dell'illusione. I 'veleni'. Finché questi veleni rimangono nel nostro cuore, non è possibile alcuna felicità.

Sia cristiani, musulmani, buddhisti, induisti o ebrei, se si vuole essere liberi dalla rabbia si deve praticare. Non si può chiedere al Buddha, a Gesù, a Dio, o a Maometto di togliere la rabbia dai nostri cuori per conto nostro.

Esistono istruzioni precise sui metodi per trasformare l'avidità, la rabbia e la confusione dentro di noi, se le seguiamo e se impariamo a prenderci cura della nostra sofferenza possiamo aiutare gli altri a fare lo stesso.

martedì 20 marzo 2012

Parole del Dalai Lama


Quello che mi sorprende di più negli uomini dell'Occidente è che perdono la salute per fare soldi, e poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente in tale maniera che non riescono a vivere né il presente, né il futuro. Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto.

Quello che mi sorprende di più negli uomini dell'Occidente è che perdono la salute per fare soldi, e poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente in tale maniera che non riescono a vivere né il presente, né il futuro. Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto.
Dalai Lama

venerdì 28 gennaio 2011